Sono passati quasi 5 anni, mancano pochi giorni e sarà di nuovo il 23 maggio e il mio pensiero torna sempre a te!

È proprio così e so bene il perché, ti vedo, tornare a vivere, correre, gioire, stringere forte un tuo caro, riassaporare quella vita che ti stava sfuggendo di mano non per colpa tua, ma per colpa di una malattia, quella Bastarda, che sai bene ti strapperà via tutto.

Il destino a volte ci regala una possibilità ed è quella di poter salvare una vita, di donare Una nuova speranza, non puoi non ascoltare e non vedere, non puoi dire “no, io non lo voglio fare” per me è stato impossibile e impensabile.

È stato il mio momento, ero l’unico su 100.000! Hanno chiamato me non un’altro!

Ho in mano un superenalotto vincente, chi se lo aspettava, sto cambiando il destino di una persona, magari di un bambino, si magari proprio una piccola creatura, che non sa ancora bene quale battaglia dovrà combattere, ma sa che la vita lo ha già messo alla prova, quella più difficile: lottare per vivere! Ma non gli manca mai il sorriso e quella voglia di continuare a sognare!

Sappi che la vita la restituisci anche a coloro che al fianco di un malato combattono, soffrono, piangono, sperano insieme ai medici, nelle cure e attendono, si attendono, un piccolo gesto d’amore.

Kenshõ! È una parola giapponese che mi viene in mente, l’ho letta in un libro, racchiude più significati, è un LAMPO DI LUCE, è il comune momento che vive sia il donatore che il malato con la propria famiglia.

Illuminazione, risveglio, attimo, istante, tutte mescolate insieme, si riaccende tutto.

Le ho vissute direttamente da donatore, ma non sono le uniche parole e sensazioni che mi sono passate nella testa in quei bellissimi momenti…

Ogni uomo, donna, ragazzo o ragazza, dovrebbe vivere quest’attimo, lo squillo del telefono, le parole del medico, il sentirsi dire: “sei ancora a disposizione??” Sai che sei compatibile?? Ti va di arrivare fino in fondo? Ti senti scoppiare dentro, ringrazi quel tuo amico che ti ha fatto capire l’importanza del semplice DONO e di mettersi a disposizione di una persona malata.

Sapevo cosa sarei andato fare, conoscevo bene la procedura di donazione, pochi anni prima l’amico di una vita, donò ed è maturata in quel preciso momento la mia scelta di entrare nel registro dei donatori di midollo osseo.

Chiusi la telefonata con il medico e piansi, strinsi forte a me mia figlia, nel 2014 aveva 4 anni. Si un uomo di 42 anni, papà di una bellissima bimba piange lacrime di gioia, di speranza, lacrime di vita!

Il cuore mi ha portato a voler continuare in questa battaglia, di rimanere al fianco di questi guerrieri, di non lasciare il campo dove quotidianamente si combatte, di raccontare, sensibilizzare, testimoniare in prima persona, entrare nelle scuole e guardare negli occhi i ragazzi, di chiedergli di impugnare l’arma più bella, più profonda, più forte, IL CUORE.

Riuscire a trasmettergli quell’emozione e orgoglio nel poter e nel voler DARE IL MEGLIO DI NOI senza aspettarsi nulla in cambio, semplicemente, facendo un DONO!

A volte mi capita di parlare con altri donatori e le parole piccole ma profonde che escono dalle loro labbra sono: “DONARE MI HA CAMBIATO LA VITA”, ed è proprio cosi, ti cambia la vita.

A ME L’HA CAMBIATA PER SEMPRE!

E TU COSA ASPETTI, SCEGLI IL CUORE.

Mirko

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