Siamo Caterina e Salvatore, i genitori di Ginevra, la nostra piccola guerriera.

La nostra storia è una storia di dolore, di prove difficili, ma soprattutto di fede, speranza e amore per la vita.

Ginevra è nata con la beta-talassemia major, una malattia che l’ha portata ad affrontare fin da piccola un percorso fatto di cure e trasfusioni. Poi, quando pensavamo di conoscere già il percorso della malattia, è arrivato anche il parvovirus, rendendo tutto ancora più difficile, scatenando come diagnosi Anemia emolitica autoimmune da anticorpi misti in paziente alloimnunizzata per anti-jka, anti-M e anti HLA di classe I.

Come genitori, ci siamo trovati davanti a paure che non si possono descrivere a parole.

Quando si tratta della salute di tuo figlio, il mondo sembra fermarsi e l’unico desiderio è poter fare qualcosa per salvarlo. Quando le notizie erano terrificanti e sembrava che non ci fosse più una via d’uscita, Dio ha messo sul nostro cammino medici che ci hanno ridato speranza. Attraverso il confronto con il dottor Zecca, al Policlinico San Matteo di Pavia, si è iniziato a parlare della possibilità di un trapianto di midollo osseo per Ginevra.
E poi, in poco tempo, è arrivata una notizia meravigliosa: era stata trovata una donatrice compatibile, una donna.
Per noi è stato un segno di speranza immenso.

Una persona che non ci conosceva aveva scelto di rendersi disponibile a donare, e quella scelta poteva offrire alla nostra bambina una possibilità di vita.
Noi abbiamo riconosciuto, anche in questo, la mano di Dio che apriva una strada proprio quando tutto sembrava impossibile. La paura non è scomparsa, ma finalmente avevamo una speranza concreta alla quale aggrapparci e per la quale pregare e ringraziare Gesù.
Siamo quindi partiti dalla Sicilia per raggiungere il Policlinico San Matteo di Pavia. Portavamo con noi la paura, le preghiere e la speranza che nostra figlia potesse avere un futuro.
Poi Ginevra ha affrontato il trapianto di midollo osseo.

Sono stati mesi durissimi, fatti di attese, cure, lacrime e momenti nei quali soltanto Dio sa quanta forza abbiamo dovuto trovare per andare avanti.
Non vogliamo raccontare questa storia come se fossimo stati sempre forti. Ci sono stati momenti in cui avevamo paura, in cui le domande erano tante e le risposte sembravano lontane. Ma abbiamo imparato a consegnare ogni giorno nelle mani di Gesù, chiedendogli di sostenerci e di guidare i medici che si prendevano cura di Ginevra.
La Parola di Dio dice: «Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica». Filippesi 4:13
Queste parole per noi non sono state soltanto un versetto, ma una certezza alla quale aggrapparci giorno dopo giorno.
Oggi, quando guardiamo Ginevra, vediamo la nostra piccola guerriera, con il suo sorriso, la sua vivacità e la sua voglia di vivere.

Vediamo quanto sia prezioso ogni giorno e quanto sia grande il valore di una vita.
E pensiamo alla nostra donatrice.
Non sappiamo se leggerà mai queste parole, ma vorremmo dirle che non sarà mai una persona sconosciuta per noi. Il suo gesto ha intrecciato la sua vita con quella della nostra bambina per sempre. Non potremo mai ringraziarla abbastanza per essersi resa disponibile a donare.
La nostra fede ci porta a riconoscere la mano di Dio anche attraverso le persone che incontriamo e attraverso i gesti d’amore che riceviamo. Per questo siamo profondamente grati alla nostra donatrice, ai medici, agli infermieri e a tutte le persone che ci hanno accompagnati in questo percorso.

Oggi vogliamo rivolgerci a voi, che siete qui e che magari non avete mai pensato seriamente alla donazione di midollo osseo.
Pensate che da qualche parte potrebbe esserci un bambino, una mamma, un papà che aspettano proprio una possibilità come quella che è arrivata a Ginevra.
La nostra donatrice ha scelto di rendersi disponibile senza sapere chi avrebbe aiutato. E un giorno quella disponibilità è diventata una speranza concreta per nostra figlia.
Diventare donatori significa mettersi a disposizione della vita. Significa offrire a una persona che non conosciamo la possibilità di continuare a lottare, di tornare a sorridere, di crescere e di abbracciare ancora la propria famiglia.
Per questo vi chiediamo di informarvi attraverso ADMO, di conoscere il percorso per diventare donatori e di valutare questa possibilità con il cuore e con consapevolezza.
Non possiamo sapere se saremo compatibili con qualcuno. Ma possiamo scegliere di esserci, perché un giorno la nostra disponibilità potrebbe fare la differenza nella vita di un’altra persona.
Noi non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo che ogni giorno con Ginevra è prezioso. Continuiamo ad affidarci a Gesù, ringraziandolo per averci sostenuti e per aver messo sul nostro cammino persone che hanno fatto la differenza.
La nostra storia è la testimonianza di una famiglia che ha attraversato la paura aggrappandosi alla fede e che ha ricevuto, attraverso il gesto generoso di una donatrice, una preziosa possibilità di speranza.

A voi diciamo: non sottovalutate mai il valore di una vostra scelta. Potreste diventare la risposta alla preghiera di una famiglia, la speranza di una persona che sta lottando contro una malattia, il dono che può cambiare una vita.

Perché non esiste un’età per avere bisogno di speranza e non esiste un gesto più grande che offrire a qualcuno una possibilità di vita.
Dio vi benedica.

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