Le Nostre Iniziative

PER I PAZIENTI e i CARE-GIVER

Progetto “IL FILO DI MARTINA”

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 “IL FILO DI MARTINA“, progetto di supporto psicologico e psicosociale per riceventi di trapianto di cellule staminali emopoietiche, caregiver e donatori   

1. Razionale del progetto

Il percorso del trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta una delle esperienze più complesse che una persona possa affrontare. Oltre agli aspetti clinici, il percorso comporta importanti ripercussioni psicologiche, emotive, relazionali e sociali che coinvolgono non soltanto il paziente, ma anche i familiari, i caregiver e i donatori.

Sebbene il percorso sanitario garantisca un’elevata qualità assistenziale dal punto di vista medico, i bisogni emotivi e relazionali rimangono spesso privi di uno spazio dedicato. Il Filo di Martina nasce con l’obiettivo di integrare il percorso di cura offrendo una rete di sostegno, ascolto e condivisione rivolta a tutte le figure coinvolte.

2. Obiettivo generale

Promuovere il benessere psicologico, emotivo e relazionale delle persone coinvolte nel percorso del trapianto, favorendo una rete di sostegno stabile che integri l’assistenza sanitaria.

3. Obiettivi specifici

◦ Favorire il benessere psicologico.
◦ Ridurre il senso di isolamento.
◦ Incrementare le strategie di coping.
◦ Favorire il supporto tra pari.
◦ Offrire informazioni affidabili attraverso professionisti qualificati.
◦ Promuovere la cultura della donazione.
◦ Prevenire il burnout dei caregiver.
◦ Migliorare la qualità di vita durante e dopo il percorso di trapianto.

4. Destinatari

Il progetto è articolato in tre gruppi distinti, poiché ciascuna figura coinvolta vive il percorso con bisogni differenti e necessita di uno spazio dedicato.

Gruppo Riceventi: favorisce l’adattamento alla nuova quotidianità, il confronto tra pari e il benessere psicologico.

Gruppo Caregiver e Familiari: sostiene chi accompagna il paziente, prevenendo stress e burnout e migliorando indirettamente anche il benessere del ricevente.

Gruppo Donatori: valorizza l’esperienza della donazione, favorisce il confronto e rafforza il senso di appartenenza e solidarietà.

5. Struttura del progetto

Ogni gruppo prevede incontri periodici con una struttura condivisa: accoglienza iniziale, approfondimento di un tema, confronto guidato, condivisione finale e restituzione di strumenti pratici. Potranno inoltre essere organizzati eventi
interdisciplinari e iniziative comuni per rafforzare la rete di sostegno.

6. Figure professionali coinvolte

Psicologi, psichiatri, nutrizionisti esperti in ematologia, fisioterapisti/chinesiologi, assistenti sociali, esperti in mindfulness e altri professionisti individuati in base ai bisogni emergenti.

7. Reclutamento dei partecipanti

Centri Trapianto, reparti di Ematologia, Day Hospital e ambulatori di follow-up, ADMO, AIL, associazioni di volontariato, medici di medicina generale, professionisti del territorio, servizi sociali, eventi di sensibilizzazione, canali di comunicazione e passaparola.

8. Risultati attesi

Il progetto mira a migliorare il benessere psicologico, ridurre l’isolamento, rafforzare il supporto reciproco, prevenire il burnout dei caregiver, favorire il reinserimento sociale dei riceventi, valorizzare il ruolo dei donatori e costruire una rete stabile di collaborazione tra ospedale, associazioni e territorio.

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