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Serve a curare:

  • Leucemia acuta e cronica;
  • Insufficienza midollare;
  • Talassemia;
  • Linfoma di Hodgkin e di non – Hodgkin;
  • Mieloma multiplo;
  • Altre malattie mieloproliferative croniche di Hodgkin;
  • Alcuni tipi di tumori solidi (soprattutto tumori al seno);
  • Un certo numero di malattie genetiche;
  • Alcune malattie autoimmuni.
  • È un autotrapianto che consiste nella reinfusione al paziente del proprio midollo osseo prelevato in un momento favorevole della malattia.
  • In alcune patologie risulta necessario, se il paziente non trova un donatore compatibile, anche se la frequenza di ricaduta di malattia è più alta.

Tutti coloro che:

  • Hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni;
  • Hanno un peso corporeo maggiore di 50 kg;
  • Non siano affetti da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive;

La disponibilità del donatore resta valida fino al raggiungimento dei 55 anni di età.

Rivolendosi ad ADMO Lombardia

O recandosi direttamente presso un Centro Donatori, per sottoporsi al prelievo di un campione di sangue ed entrare a far parte del Registro Donatori Midollo Osseo.

  • E’ il tessuto molle che occupa i canali delle ossa lunghe e la fascia centrale delle ossa piatte.
  • Forma nuove cellule sanguigne (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) in sostituzione di quelle che muoiono naturalmente e terminano la loro funzione (emopoiesi).
  • Non confondiamolo con il midollo spinale!

 

  • E’ il processo di produzione delle cellule del sangue.
  • Si realizza da un unico tipo di cellula (cellula staminale emopoietica, CSE) all’interno del midollo osseo che è presente in vari segmenti scheletrici: coste, sterno, ossa del bacino, scapole, cranio ed estremità prossimali dell’omero e del femore.

  • È una cellula non ancora differenziata, pluripotente, capostipite di tutti gli elementi fondamentali del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
  • È un tipo di cellula in grado di proliferare mantenendo intatta la potenzialità di replicarsi.
  • È capace di riprodurre se stessa e, contemporaneamente, produrre cellule figlie che daranno origine agli elementi maturi.

 

I donatori volontari, dopo aver effettuato una donazione, non verranno più inseriti nel Registro.

Unica possibile eccezione, in caso di fallimento del primo trapianto, un’ulteriore donazione a favore dello stesso paziente.

Trapianto allogenico:

  • Eseguito con cellule staminali prelevate da un familiare o da un non consanguineo;
  • Basso pericolo di rigetto o di non attecchimento se si rispettano i criteri di compatibilità;
  • Rischio di “malattia del trapianto contro l’ospite” o GvHD.

Trapianto Autologo:

  • Eseguito con cellule staminali prelevate dal paziente stesso in un momento favorevole della malattia, per esempio dopo una remissione clinica in corso di leucemia;
  • Non esistono problemi immunologici, quindi non interviene il pericolo di rigetto o di non di attecchimento;
  • È più frequente la ricaduta della malattia.
  1. Trattamento di chemioterapia e/o radioterapia per distruggere tutte le cellule midollari del paziente.
  2. Somministrazione mediante trasfusione del midollo osseo prelevato dal donatore.
  3. Le cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo donato, riescono a trovare da sole la strada, al fine di raggiungere la collocazione che compete loro per “iniziare a lavorare”.

  • I diritti del donatore sono oggi riconosciuti in modo specifico dalla legge n. 52 del 6 marzo 2001.
  • Il donatore di midollo osseo è equiparato agli altri donatori.
  • Perché forma le cellule staminali emopoietiche che nel soggetto malato vengono distrutte dalla chemioterapia. Le cellule malate sono sostituite da cellule provenienti da un midollo sano grazie al trapianto.
  • Le cellule staminali emopoietiche sono presenti anche nel sangue periferico e nel sangue da cordone ombelicale.
  • Perché producono tutte le cellule del sangue e molte altre cellule accessorie o di sostegno;
  • Perché ripristinano la produzione del sangue in caso di insufficienza midollare (aplasia);
  • Perché sostituiscono il midollo in caso di leucemie, linfomi, mieloma e talassemie;
  • Perché possono produrre enzimi carenti in caso di malattie genetiche;
  • Perché ripristinano le cellule midollari distrutte dalla somministrazione di dosi elevate di chemio-radioterapia.

 

Prelievo di CSE  dalla cresta iliaca:

 

Prelievo di CSE da sangue periferico:

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